LETTERA DI LARRY FINK AI CEO 2022:

Il Potere del Capitalismo

Una foto di Larry Fink, presidente e amministratore delegato di BlackRock

Egregio CEO,

Ogni anno, ho come priorità scriverLe a nome dei clienti di BlackRock, nonché azionisti della Sua azienda. La maggior parte dei nostri clienti investe per finanziare i propri piani pensionistici e i loro orizzonti temporali possono comprendere diversi decenni.

La sicurezza finanziaria che i nostri clienti cercano – e che noi li aiutiamo a raggiungere – non si crea dall’oggi al domani, bensì richiede un impegno a lungo termine, in sintonia con il nostro approccio, anch’esso di lungo periodo. È per questo che, da dieci anni a questa parte, mi rivolgo ai CEO e ai presidenti delle società in cui i nostri clienti hanno investito. Scrivo queste lettere in virtù del rapporto fiduciario che ci lega ai nostri clienti, che ci affidano la gestione del proprio patrimonio, per rimarcare quei temi che reputo fondamentali per generare rendimenti durevoli a lungo termine, oltre che per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi.

Quando i miei soci ed io 34 anni fa abbiamo fondato BlackRock, una startup, non avevo alcuna esperienza nella gestione di un’azienda. Negli ultimi trent’anni ho avuto l’opportunità di parlare con moltissimi CEO, e di imparare cosa distingue quelle aziende che possono davvero definirsi delle “grandi imprese”. Ciò che ciascuna di queste società straordinarie ha in comune con le altre è un chiaro senso di “scopo”; il fare leva su valori coerenti, e, ancora più importante, il riconoscere l’importanza di prendere impegni nei confronti dei principali stakeholder – e di mantenere quanto promesso. È questo il fondamento del cosiddetto “capitalismo degli stakeholder”.

Il capitalismo degli stakeholder non ha niente a che fare con la politica, non rientra in nessuna agenda sociale o ideologica. Non è un’istanza “woke”. È il capitalismo, che fa leva sulle relazioni reciprocamente vantaggiose tra voi e i vostri dipendenti, clienti, fornitori e le comunità su cui la vostra società fa affidamento per prosperare. È questo il potere del capitalismo.

Nel mondo odierno, globalmente interconnesso, un’impresa deve creare valore aggiunto per essere ritenuta utile da tutti i suoi stakeholder, e poter quindi fornire un valore a lungo termine per i suoi azionisti. Applicando efficacemente il capitalismo degli stakeholder, l’allocazione del capitale diventa efficiente, le società raggiungono livelli di redditività durevoli e si crea un valore sostenuto e a lungo termine. Ma non dobbiamo farci ingannare. Ad animare i mercati è ancora la giusta ricerca del profitto, e la redditività a lungo termine è la misura con cui i mercati determinano, in ultima analisi, il successo di un’azienda.

Alla base del capitalismo c’è un costante “reinventarsi”; per non rischiare di essere soppiantate da nuovi competitor, le aziende devono continuamente evolversi, di pari passo con il mondo che le circonda. La pandemia ha, per così dire, messo il turbo per quasi tutte le imprese a un’evoluzione dell’ambiente operativo che era già in atto. Sta cambiando il modo in cui le persone lavorano e il modo in cui i consumatori acquistano. Sta dando vita a nuove attività e distruggendone delle altre. Soprattutto, sta accelerando a ritmi incredibili il modo in cui la tecnologia sta rimodellando la vita e il business. L’accesso al capitale, per trasformare le idee in realtà, per le società innovative, quelle che cercano di adattarsi a questo ambiente, è più agevolato che mai. Inoltre, la relazione tra un’impresa, i suoi dipendenti e la collettività è in fase di ridefinizione.

Il COVID-19 ha anche aggravato la crisi della fiducia nelle istituzioni tradizionali, esacerbando la polarizzazione in molte società occidentali, da cui è scaturita una serie di nuove sfide per i CEO. Gli attivisti politici, o i media, potrebbero politicizzare l’operato di un’azienda, “dirottando” il brand per perorare le loro cause. In questo contesto, i fatti stessi finiscono spesso per essere messi in discussione, ma le imprese hanno l’opportunità di stare al timone. I dipendenti considerano sempre più i propri datori di lavoro come la fonte di informazioni più affidabile, competente ed etica: più dei governi, dei mezzi di comunicazione e delle ONG.

Ecco perché ora è più importante che mai che vi facciate sentire. Non è mai stato così essenziale per i CEO mostrare una voce coerente, uno scopo chiaro, una strategia coesa e una visione di lungo periodo. In questo clima di incertezze, lo scopo della vostra impresa deve essere la vostra stella polare. Gli stakeholder su cui la vostra società fa affidamento per generare profitti per gli azionisti hanno bisogno di sentirvi parlare direttamente; desiderano essere coinvolti e ispirati da voi. Non pretendono che noi, i CEO, rilasciamo dichiarazioni su ogni singola tematica quotidiana, ma hanno bisogno di sapere cosa pensiamo delle questioni sociali connaturate al successo a lungo termine delle nostre aziende.

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Per avere successo nel lungo periodo è essenziale che le relazioni con i vostri clienti si fondino sullo scopo della vostra impresa.

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Per avere successo nel lungo periodo è essenziale che le relazioni con i vostri clienti si fondino sullo scopo della vostra impresa. I dipendenti devono capire lo scopo per cui agite, ed entrare in sintonia con esso, dopodiché diventeranno i vostri più ferventi sostenitori. I clienti vogliono vedere con i loro occhi e sentire con le loro orecchie ciò che voi rappresentate, mossi sempre di più dal desiderio di fare affari con aziende con cui condividono gli stessi valori. Anche gli azionisti devono capire il principio guida che sta alla base della vostra vision e mission; se hanno compreso in modo chiaro la vostra strategia e quello che ci sta dietro, saranno più inclini a sostenervi nei momenti di difficoltà.

Il nuovo mondo del lavoro

Nessun rapporto ha subito più modifiche a causa della pandemia di quello tra datori di lavoro e dipendenti. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il tasso di licenziamento è ai massimi storici. E proprio negli Stati Uniti stiamo assistendo a una delle maggiori crescite salariali degli ultimi decenni. È positivo che i lavoratori stiano cogliendo queste nuove opportunità: dimostra la loro fiducia nella crescita economica.

Se, da un lato, il ricambio della forza lavoro e l’incremento delle retribuzioni non sono un tratto trasversale di ogni regione o settore, in tutto il mondo i dipendenti stanno chiedendo qualcosa di più ai loro datori di lavoro, incluse una maggiore flessibilità e mansioni più significative. Sebbene l’uscita dalla pandemia per le aziende sia un’occasione di ricostruzione, i CEO si trovano davanti a un paradigma radicalmente diverso da ciò a cui eravamo abituati. La normalità prevedeva che i dipendenti andassero in ufficio cinque giorni alla settimana. Raramente si parlava di salute mentale sul luogo di lavoro e i salari della manodopera a basso e medio reddito crescevano a malapena.

Quel mondo non esiste più.

Le maggiori richieste dei lavoratori nei confronti dei loro datori di lavoro è un tratto essenziale di un capitalismo efficace. Favorisce la prosperità e crea un clima più competitivo per i talenti, spingendo le aziende a creare ambienti migliori e più innovativi per i loro dipendenti – azioni che, a loro volta, le aiuteranno a generare maggiori profitti per gli azionisti. Le società che agiscono in questo modo stanno già raccogliendo i frutti di quanto seminato. La nostra ricerca mostra che le società che hanno instaurato legami solidi con i loro dipendenti hanno registrato livelli più bassi di turnover e rendimenti più alti nel corso della pandemia.1

Le società che non si adeguano a questa nuova realtà, e non danno seguito alle istanze dei loro dipendenti, lo fanno a loro rischio e pericolo. Il turnover della forza lavoro fa aumentare le spese, abbassa la produttività ed erode la cultura e la memoria aziendale. I CEO devono domandarsi se stanno creando un ambiente che li aiuta a competere per i talenti. Noi di BlackRock stiamo facendo lo stesso: lavorare in sinergia con i nostri dipendenti per districarci in questo nuovo mondo del lavoro.

Creare un ambiente come quello prospettato è più complesso che mai, e va oltre le questioni legate alla retribuzione e alla flessibilità. Oltre a sovvertire il rapporto con il luogo fisico in cui lavoriamo, la pandemia ha anche fatto luce su questioni come l’uguaglianza etnica, l’assistenza all’infanzia e la salute mentale, rivelando il divario tra le aspettative generazionali sul lavoro. Questi temi ora sono al centro della scena per i CEO, che devono riflettere attentamente su come usare la loro voce per creare sinergie sulle questioni sociali che stanno a cuore ai loro dipendenti. Coloro che si mostrano umili e non perdono di vista il proprio scopo hanno maggiori probabilità di riuscire a costruire quel tipo di legame che perdura per tutta la vita lavorativa di un individuo. 

BlackRock intende comprendere in che modo questa tendenza stia influenzando il vostro settore e la vostra azienda. Cosa state facendo per consolidare il legame con i vostri dipendenti? Come vi state assicurando che i dipendenti, indipendentemente dal loro background, si sentano abbastanza al sicuro da dare libero sfogo alla loro creatività, innovazione e produttività? Come vi state assicurando che il vostro CdA implementi la giusta vigilanza su questi temi cruciali? Il luogo e le modalità di lavoro non torneranno più a essere quelli di prima. In che modo la cultura della vostra azienda si sta adattando a questo nuovo mondo?

Le nuove fonti di capitale che alimentano le turbolenze di mercato

Da quarant’anni a questa parte, stiamo assistendo a un boom nella disponibilità di capitale. Oggi, le attività finanziarie globali ammontano in totale a 400 trilioni di dollari2. Questa crescita esponenziale porta con sé rischi e opportunità sia per gli investitori sia per le imprese, e significa che le banche da sole non sono più le uniche custodi delle fonti di accesso ai finanziamenti. 

Le imprese giovani e innovative non hanno mai goduto di un accesso più facile al capitale. Non c’era mai stato così tanto denaro a disposizione per far sì che le nuove idee diventassero realtà. Grazie a tutto ciò, si sta sviluppando un panorama dinamico e innovativo. Significa che quasi ogni settore può contare su un elevato numero di startup dirompenti che cercano di spodestare i leader di mercato. Se non vogliono perdere competitività a favore di realtà più piccole e dinamiche, i CEO delle società consolidate devono comprendere questo contesto in continuo divenire e l’eterogeneità delle fonti di capitale a disposizione.

Noi di BlackRock desideriamo vedere quelle aziende in cui investiamo per conto dei nostri clienti evolversi e crescere, in modo da generare rendimenti interessanti per i decenni a venire. In qualità di investitori a lungo termine, siamo impegnati a lavorare con società di tutti i settori. Ma anche noi abbiamo bisogno di agire rapidamente e di garantire che il patrimonio dei nostri clienti sia investito, in linea con i loro obiettivi, nelle società più dinamiche – che si tratti di startup o di operatori di settore affermati – che offrono le migliori possibilità di successo nel tempo. Come capitalisti e come gestori di patrimoni, il nostro lavoro consiste in questo.

Credo nella capacità del capitalismo di aiutare le persone a raggiungere un futuro migliore, di promuovere l’innovazione, di costruire economie resilienti e di risolvere alcune delle nostre sfide più complesse. I mercati dei capitali hanno permesso alle imprese e alle nazioni di prosperare. Ma l’accesso al capitale non è un diritto. È un privilegio. E il dovere di attirare quel capitale in modo responsabile e sostenibile spetta a voi.

Capitalismo e sostenibilità

La maggior parte degli stakeholder – dagli azionisti, ai dipendenti, ai clienti, fino alle comunità e ai regolatori – ora si aspettano che le imprese giochino ognuna il proprio ruolo nel prendere parte al processo di decarbonizzazione dell’economia globale. Poche cose avranno un impatto sulle decisioni di allocazione del capitale – e, dunque, sul valore a lungo termine della vostra azienda – più di quanto lo avrà l’efficacia con cui gestirete la transizione energetica globale nei prossimi anni.

Sono passati due anni da quando ho scritto che il rischio climatico è un rischio di investimento. E, in questo breve periodo, abbiamo assistito a uno spostamento epocale del capitale3. Gli investimenti sostenibili hanno ormai raggiunto i 4 trilioni di dollari4. Sono aumentate anche le azioni, e le ambizioni, a favore della decarbonizzazione. Questo è solo l’inizio: il massiccio spostamento verso gli investimenti sostenibili è ancora in fase di accelerazione. Che si tratti di capitale che viene convogliato in nuove imprese incentrate sull’innovazione energetica, o di capitale che si trasferisce dagli indici tradizionali verso portafogli e prodotti più personalizzati, assisteremo a una maggiore mobilità del denaro. 

Ogni impresa e ogni settore ne usciranno trasformati a causa dalla transizione verso un mondo a zero emissioni. La domanda ora è: voi sarete tra coloro che guideranno il cambiamento o tra chi sará guidato?

In pochi anni, abbiamo tutti visto diversi innovatori reinventare l’industria automobilistica. Oggi tutte le case automobilistiche hanno iniziato la corsa verso l’elettrico. In realtà l’industria automobilistica, è semplicemente il comparto in cui è tutto più evidente, ma ogni settore sarà trasformato dalle tecnologie nuove e sostenibili.

Ingegneri e scienziati stanno studiando incessantemente come decarbonizzare il cemento, l’acciaio e la plastica; le spedizioni, il trasporto su gomma e l’aviazione; l’agricoltura, l’energia e l’edilizia. Ritengo che la decarbonizzazione dell’economia globale stia per creare la più grande opportunità di investimento della nostra vita. Le imprese incapaci di adattarsi, indipendentemente dal settore in cui operano, rimarranno indietro. E varrà lo stesso per le città e i Paesi che non pianificano il loro futuro. Rischiano di perdere posti di lavoro, anche se a vantaggio di altri luoghi. La decarbonizzazione dell’economia sarà accompagnata da un’ingente mole di nuovi posti di lavoro per coloro che si dedicheranno alla necessaria pianificazione a lungo termine.

Le prossime 1.000 imprese “unicorno” non saranno motori di ricerca o social media, bensì innovatori sostenibili e scalabili; startup che aiutano il mondo a decarbonizzarsi e rendono la transizione energetica accessibile a tutti i consumatori. Dobbiamo essere onesti e ammettere che, ad oggi, i prodotti ecologici spesso costano di più. Abbattere questo sovrapprezzo sarà essenziale per riuscire a implementare una transizione ordinata e giusta. Con la disponibilità, senza precedenti, di capitale in cerca di nuove idee, gli operatori esistenti devono essere chiari circa il proprio percorso verso il successo nell’economia dello zero netto. E non sono solo le startup che possono, e vogliono, sovvertire i settori. Anche gli incumbent coraggiosi possono, e devono farlo. In realtà, molti operatori esistenti hanno un vantaggio in termini di capitale, conoscenza del mercato e competenze tecniche su scala globale necessarie per un futuro dirompente.

La nostra domanda per queste aziende è: cosa state facendo per stravolgere il vostro business? Come vi state preparando e come state partecipando alla transizione verso l’azzeramento delle emissioni? Via via che il vostro settore viene ridisegnato dalla transizione energetica, vi estinguerete come il dodo o risorgerete dalle vostre ceneri come la fenice?

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Ci concentriamo sulla sostenibilità non perché siamo ecologisti, ma perché siamo capitalisti e siamo legati da un rapporto fiduciario verso i nostri clienti.

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Ci concentriamo sulla sostenibilità non perché siamo ecologisti, ma perché siamo capitalisti e siamo legati da un rapporto fiduciario verso i nostri clienti. Questo impegno richiede una piena comprensione di come le aziende stanno adattando le loro attività ai massicci cambiamenti che colpiscono l’economia. Nell’ambito di questo modus operandi, stiamo chiedendo alle aziende di fissare obiettivi a breve, medio e lungo termine per la riduzione dei gas serra. Questi obiettivi, e la qualità dei piani per raggiungerli, sono cruciali per gli interessi economici a lungo termine dei vostri azionisti. È anche il motivo per il quale vi chiediamo di predisporre rapporti coerenti con la Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD): perché siamo convinti siano strumenti essenziali per cogliere la capacità di un’azienda di adattarsi al futuro.

La transizione verso lo zero netto è già di per sé disomogenea: i diversi segmenti dell’economia globale si stanno muovendo a velocità diverse. E non si concretizzerà dall’oggi al domani. Prima di arrivare a un mondo” green”, dovremo attraversare svariate sfumature di marrone e di verde. Ad esempio, per assicurare la continuità delle forniture di energia a prezzi accessibili, durante la transizione i combustibili fossili tradizionali, come il gas naturale, giocheranno un ruolo importante sia per la generazione di energia che per il riscaldamento in alcune regioni, così come per la produzione di idrogeno.

Il ritmo del cambiamento sarà molto diverso nei Paesi in via di sviluppo rispetto a quelli sviluppati. Ma tutti i mercati richiederanno investimenti senza precedenti nelle tecnologie per la decarbonizzazione. Abbiamo bisogno di scoperte rivoluzionarie al pari della lampadina elettrica, e dobbiamo promuovere l’investimento in tali scoperte, affinché siano scalabili e accessibili. 

Nel perseguire questi obiettivi – per i quali servirà tempo – i governi e le imprese devono garantire che le persone continuino ad avere accesso a fonti di energia affidabili e a prezzi accessibili. Questo è l’unico modo per creare un’economia verde che sia equa e giusta ed evitare il conflitto sociale. E qualsiasi piano che si concentri solo sulla limitazione dell’offerta senza intervenire sulla domanda di idrocarburi farà aumentare i prezzi dell’energia per coloro che meno se lo possono permettere, provocando una maggiore polarizzazione riguardo al cambiamento climatico e minando il progresso.

Il disinvestimento da interi settori – o, semplicemente, il passaggio delle attività ad alta intensità di carbonio dai mercati pubblici a quelli privati – non si tradurrà nel raggiungimento dell’obiettivo delle zero emissioni nette. E BlackRock non persegue il disinvestimento dalle società petrolifere e del gas come strategia. Abbiamo alcuni clienti che hanno deciso di vendere i loro asset, mentre altri rifiutano questo approccio. Le società lungimiranti in una vasta gamma di settori ad alta intensità di carbonio stanno trasformando le loro attività, e il loro operato è parte cruciale della decarbonizzazione. Siamo convinti che le società che guidano la transizione presentino un’opportunità di investimento vitale per i nostri clienti e che sarà essenziale incanalare il capitale verso queste “fenici” per raggiungere un mondo a emissioni zero.

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Il capitalismo ha il potere di plasmare la società e di agire come un potente catalizzatore di cambiamento.

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Il capitalismo ha il potere di plasmare la società e di agire come un potente catalizzatore per il cambiamento. Ma le imprese non possono farlo da sole, e non possono eligersi a carabinieri del clima. Non sarebbe un buon risultato per la società. Abbiamo bisogno che i governi forniscano percorsi chiari e una tassonomia coerente per la politica di sostenibilità, la regolamentazione e la divulgazione nei mercati. Devono anche sostenere le comunità colpite dalla transizione, aiutare a catalizzare il capitale per i mercati emergenti e investire nell'innovazione e nella tecnologia che saranno essenziali per decarbonizzare l'economia globale.

È stata la partnership tra il governo e il settore privato che ha portato allo sviluppo dei vaccini COVID-19 in tempo record. Quando sfruttiamo il potere del settore pubblico e di quello privato, possiamo ottenere cose davvero incredibili. Questo è ciò che dobbiamo fare per arrivare ad un’economia a zero emissioni.

Mettere i clienti nelle condizioni di scegliere in merito ai punteggi ESG

Il capitalismo degli stakeholder consiste nel fornire rendimenti a lungo termine e duraturi per gli azionisti. E la trasparenza sulla pianificazione della vostra azienda per un mondo a zero emissioni nette costituisce un tassello importante. Ma è solo una delle tante informative che noi, e altri investitori, chiediamo alle imprese. In qualità di gestori del patrimonio dei nostri clienti, chiediamo alle imprese di dimostrarci come intendono assumersi le proprie responsabilità nei confronti degli azionisti, anche attraverso solide pratiche e politiche ambientali, sociali e di governance.

Nel 2018, ho scritto che avremmo raddoppiato le dimensioni del nostro team di stewardship, che rimane, all’interno della nostra industria, il team di più ampie dimensioni. Abbiamo costruito questa squadra in modo da poter cogliere i progressi della vostra azienda durante tutto l’anno, non solo durante la proxy season. Sta a voi tracciare la vostra rotta e dirci quali sono i vostri progressi. Cerchiamo di comprendere la totalità delle questioni che vi trovate ad affrontare, non solo quelle all’ordine del giorno nelle assemblee, e fra queste rientra la vostra strategia a lungo termine.

Proprio come altri stakeholder stanno regolando le loro relazioni con le società, molte persone stanno ripensando le loro relazioni con le società come azionisti. Vediamo un crescente interesse tra gli azionisti – anche tra i nostri clienti – per la governance aziendale delle società quotate. 

Per questa ragione stiamo portando avanti un’iniziativa per usare la tecnologia e così offrire a un maggior numero di nostri clienti la possibilità di avere voce in capitolo su come vengono espressi i voti per delega nelle società in cui hanno investito. Al momento offriamo questa opportunità ad alcuni clienti istituzionali, compresi fondi pensione che sostengono 60 milioni di persone. Stiamo lavorando per espandere questo universo.

Siamo impegnati a favore di un futuro in cui ogni investitore – anche – possa avere la possibilità di partecipare al processo di voto per delega, se lo desidera.

Sappiamo che attualmente ci sono significativi ostacoli normativi e logistici per raggiungere questo obiettivo, ma crediamo che potrebbe portare più democrazia e pluralità al capitalismo. Ogni investitore merita il diritto di essere ascoltato. Continueremo a perseguire l’innovazione e a lavorare con gli altri operatori di mercato e con i regolatori per aiutare a far sì che questa visione diventi realtà.

Naturalmente, molti leader corporate sono responsabili della supervisione degli asset azionari, sia attraverso i fondi pensione dei dipendenti, sia attraverso i conti di tesoreria aziendale o altri investimenti dell’azienda. Vi invito a chiedere al vostro gestore patrimoniale di darvi la possibilità di partecipare in modo più diretto al processo di voto per delega.

Il team Investment Stewardship di BlackRock rimane fondamentale per il nostro approccio fiduciario, e molti dei nostri clienti preferiscono che il team continui a svolgere attivitá di engagement con le aziende e a condurre le votazioni per loro conto. Ma, in fin dei conti, i clienti dovrebbero almeno avere la possibilità di scegliere se partecipare o meno alle attività di voto con un coinvolgimento più diretto.


La convinzione di BlackRock è che le imprese ottengano risultati migliori quando sono consapevoli del loro ruolo all’interno della società e quando agiscono nell’interesse dei loro dipendenti, clienti, comunità e azionisti.

Tuttavia, crediamo anche che ci sia ancora molto da imparare su come la relazione di una società con gli stakeholder sia in grado di imprimere un impatto sul valore a lungo termine. È per questo motivo che stiamo per inaugurare il “Center for Stakeholder Capitalism “: per creare un luogo di ricerca, dialogo e dibattito per esplorare ulteriormente le relazioni tra le società e i loro stakeholder e tra l’engagement degli stakeholder e il valore per gli azionisti. Riuniremo i principali CEO, investitori, esperti di politica e accademici e chiederemo loro di condividere la propria esperienza e svelarci le loro intuizioni.

Non è facile soddisfare gli interessi contrastanti dei numerosi e divergenti stakeholder di una società. Essendo io stesso un CEO, ne ho esperienza diretta. In questo mondo polarizzato, noi CEO ci troveremo sempre davanti degli stakeholder che ci chiederanno di fare una cosa, mentre altri ci chiederanno di fare l’esatto opposto.

Ecco perché è più importante che mai che la vostra azienda e il suo management si facciano guidare dal vostro scopo ultimo. Se rimarrete fedeli allo scopo della vostra società, e vi concentrerete sul lungo periodo, adattandovi al nuovo mondo che ci circonda, otterrete rendimenti durevoli per gli azionisti e contribuirete a creare un capitalismo migliore e più sostenibile.

Cordiali saluti,

Firmato Larry Fink

Larry Fink
Chairman e Chief Executive Officer

1 Kushel R., Van Nostrand E., Weinberg C., Paul V., Tran Q., Kazdin J., Schwaiger K., Basu D., Segafredo L., Dieterich C., Seeking outperformance through sustainable insights, BlackRock, ottobre 2021, pag. 8.
2 Crossing the horizon: North American asset management in the 2020s, McKinsey & Company, ottobre 2021, pag. 34.
3 Sustainability: The tectonic shift transforming investing, BlackRock, febbraio 2020
4 Fonti: Morningstar, Simfund, Broadridge. I dati comprendono l’AUM di Sustainable Mutual Fund, ETF, istituzionale e alternativo, come definiti da dati di terza parte, escludendo i flag di integrazione/engagement. I dati MF ed ETF risalgono a ottobre 2021, i dati del segmento istituzionale e alternativo invece a giugno 2021.

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