La transizione "verde" della Cina

Capitale a rischio. Il valore e la rendita degli investimenti possono aumentare o diminuire e non sono garantiti. L’investitore potrebbe non recuperare il capitale inizialmente investito.

Rischi: Gli investimenti in Cina sono esposti ad alcuni rischi aggiuntivi, in particolare per quanto riguarda la capacità di negoziare titoli azionari a causa di problemi di liquidità e rimpatrio di capitali.

Per raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi ambientali, compresa la neutralità carbonica entro il 2060, la Cina deve concentrarsi sia sulla qualità che sulla durata della crescita economica in un orizzonte di breve e di più lungo termine.

Rendere più "verde" il paese più popoloso e affamato di crescita del mondo comporta una serie di sfide. Tra queste c'è l'esigenza per il governo cinese e gli stakeholder aziendali di giocare ruoli complementari nel raggiungimento dell'obiettivo a lungo termine del zero emissioni nette (net-zero).

La soluzione sta nel combinare un approccio multiplo di crescita economica costante e di alta qualità, con un impegno sempre maggiore negli investimenti e nella trasparenza aziendale, oltre sostenere in modo coerente la transizione sia nei settori della "nuova" che della "vecchia" economia.

Una questione di equilibrio

"Un futuro a basse emissioni di carbonio in Cina non deve necessariamente andare a scapito della crescita economica. Per esempio, uno degli obiettivi del governo è di raddoppiare il PIL entro il 2035.

Eppure questo è compatibile con la sostenibilità ambientale. "Stiamo passando dalla quantità alla qualità in termini di crescita", dice Henny Sender. "È una crescita più lenta, ma su una base più solida e rispettosa dell'ambiente".

In effetti, il sacrificio in nome dell'essere più "verde" è essenziale, soprattutto perché la Cina è stata storicamente uno dei maggiori importatori netti di energia al mondo.

"Se il governo continua con il vecchio stile di crescita, alla fine l'impatto ambientale negativo sarà così grande che sarà ancora più difficile raggiungere l'obiettivo della crescita economica", dice Yu Song".

Trend della transizione

Il percorso della Cina verso un'economia sostenibile dal punto di vista ambientale è già relativamente ben tracciato. Il paese rappresenta oltre il 70% della produzione globale di pannelli solari ed è altrettanto dominante per quanto concerne quella di turbine eoliche. Inoltre, è diventato il leader mondiale nella produzione di batterie per veicoli elettrici (EV). Le entrate dalla domanda in Europa, per esempio, stanno crescendo del 300% all'anno, e ora rappresentano il 16% del totale1.

Non stiamo solo vedendo esportazioni dalla Cina, ma anche aziende nazionali che vanno all'estero e costruiscono la produzione nei mercati locali", ha detto Matt Colvin. "La Cina sarà sempre più competitiva a livello globale, anche in Occidente".

In particolare, ha aggiunto Colvin, le aziende cinesi di hardware tecnologico stanno ora spendendo circa il 9% dei loro ricavi all'anno in R&S2, superando i loro colleghi statunitensi in alcuni casi. "Piuttosto che competere sui costi come facevano cinque anni fa, [le aziende cinesi] stanno sempre più guidando l'innovazione".

La chiave per questo continuo successo, tuttavia, è la capacità della base produttiva cinese di raggiungere la scala nel tempo. Un aspetto questo, che a sua volta, crea opportunità di guadagno pluriennale.

Reinventare la crescita

"Accanto alla crescita di queste attività di lunga durata, la "vecchia" economia offre anche possibilità di trasformazioni verso una minore intensità energetica.

L'industria siderurgica del paese, per esempio, rappresenta il 17% delle emissioni totali di CO2 in Cina, e il 5% di quelle globali3. Eppure Yu ha detto che si sta spendendo con obiettivo di produrre materiali di qualità superiore che siano nel contempo meno energivori.

L'aumento dell'impegno degli investitori sta anche producendo una migliore trasparenza, spesso a livello di singolo impianto, in settori come l'acciaio, il cemento e l'alluminio. "Non stiamo certamente trascurando le opportunità di investimento nei settori della vecchia economia", ha aggiunto.

Più in generale, Colvin ha detto che c'è molta più consapevolezza tra le aziende cinesi quotate in borsa della necessità di trasparenza. "Dieci anni fa solo circa 300 aziende rilasciavano rapporti annuali sulla sostenibilità aziendale; nel 2020 erano oltre 1.000", ha detto.4

Anche se ancora un passo alla volta, da azioni di collaborazione globale come le iniziative delle Nazioni Unite, derivano benefici. Una tendenza che sta vedendo la Cina andare nella giusta direzione".

Fonti
1 Bloomberg, settembre 2020
2 CLSA, dicembre 2020
3 Goldman Sachs, gennaio 2021
4 SynTao Green Finance, database SynTao MQI, giugno 2020.

Yu Song
Chief China Economist and Chief Representative - BlackRock, Pechino
Matt Colvin
Portfolio Manager, Fundamental Active Equities, BlackRock